Il calcolo
importo rivalutato = importo × (1 + variazione × quota)
Se conosci gli indici: variazione = indice finale ÷ indice iniziale − 1. Per esempio, da 120,1 a 122,4 la variazione è dell’1,915%.
Quale indice usare
L’ISTAT pubblica ogni mese diversi indici dei prezzi. Per le rivalutazioni previste dalla legge e dai contratti si usa di norma l’indice FOI senza tabacchi: quello dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Gli indici e le variazioni ufficiali si trovano sul servizio Rivaluta dell’ISTAT.
75% o 100%
- Affitti abitativi a canone libero: l’aggiornamento non può superare il 75% della variazione ISTAT dell’anno precedente.
- Assegni di mantenimento e di divorzio: si adeguano di solito al 100% della variazione, salvo diversa decisione del giudice.
- Crediti di lavoro e risarcimenti: si rivalutano al 100% della variazione, a cui si aggiungono gli interessi legali.
Domande frequenti
Come si calcola l'adeguamento ISTAT dell'affitto?
Si prende la variazione annua dell'indice FOI pubblicata dall'ISTAT e se ne applica il 75%, se il contratto lo prevede. Con un canone di 750 € e una variazione dell'1,4%, l'aumento è del 75% di 1,4%, cioè l'1,05%: 7,88 € al mese.
L'adeguamento ISTAT è automatico?
No: per gli affitti spetta solo se è previsto dal contratto, e il proprietario deve chiederlo per iscritto all'inquilino. Con la cedolare secca il proprietario rinuncia all'aggiornamento per tutta la durata dell'opzione.
Fonti
- Istat. Rivaluta: calcolo delle rivalutazioni monetarie e indici dei prezzi FOI
- Legge 27 luglio 1978, n. 392, articolo 32: aggiornamento del canone (75% della variazione ISTAT)
- Legge 1° dicembre 1970, n. 898, articolo 5: adeguamento automatico dell'assegno di divorzio