Come funziona il confronto
Il calcolatore simula mese per mese due famiglie con la stessa capacità di spesa:
- chi compra versa l’anticipo e le spese di acquisto, paga la rata del mutuo e i costi del proprietario (IMU sulle seconde case, manutenzione, assicurazione). Il suo patrimonio è il valore della casa meno il debito residuo;
- chi resta in affitto investe subito anticipo e spese di acquisto e, ogni mese in cui l’affitto costa meno della rata più i costi, investe anche la differenza. Se invece l’affitto costa di più, è il proprietario a investire la differenza.
Alla fine di ogni anno il valore della casa e l’affitto crescono delle percentuali indicate.
Le ipotesi che contano
- Rivalutazione della casa: negli ultimi decenni in molte città italiane è stata vicina allo zero in termini reali, con grandi differenze tra zone.
- Rendimento degli investimenti: va indicato al netto di tasse e costi.
- Durata della permanenza: più è lunga, più le spese iniziali dell’acquisto vengono assorbite.
Il risultato cambia molto con queste ipotesi: è utile provarne diverse invece di affidarsi a un solo scenario.
Domande frequenti
È sempre meglio comprare che pagare l'affitto?
No. Comprare conviene di più quando si resta a lungo nella stessa casa, quando gli affitti sono alti rispetto ai prezzi e quando i tassi dei mutui sono bassi. Con orizzonti brevi le spese di acquisto (imposte, notaio, agenzia) pesano molto e l'affitto può convenire.
Cosa significa investire la differenza?
Chi resta in affitto non paga anticipo, spese di acquisto né costi da proprietario. Il confronto è equo solo se quei soldi vengono investiti: altrimenti si confronterebbe una casa con un conto corrente vuoto.